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Notizie e comunicazioni

 

11 Aprile 2022 Auguri per la Santa Pasqua 2022

Gentili genitori, cari alunni, docenti e personale tutto dell’IC2, con gioia desidero formulare i miei Auguri per la Santa Pasqua 2022. In occasione delle imminenti festività auguro di cuore che la Pace prevalga, che l’umanità prenda il sopravvento sugli  egoismi e sulla cieca ragion di Stato. Convintamente come IC2 abbiamo aderito al progetto  del Comune “Imola accoglie”, in virtù del quale abbiamo aperto le braccia ed inserito a pieno titolo nella comunità educante della nostra scuola i piccoli in fuga dall’orrore e dalle atrocità della guerra. Una testimonianza concreta che a  tutti i nostri alunni insegna i valori fondanti della solidarietà e dell’inclusione. Un’esperienza unica  che certamente nessuno di noi dimenticherà.
Sinceri Auguri di una Pasqua serena da vivere con semplicità, in compagnia degli affetti più cari.
La vostra dirigente, Maria Di Guardo.

9 Marzo 2022 I bimbi di Marconi e i disegni di pace: un abbraccio ai profughi!

Le opere degli alunni delle Marconi sono state esposte fuori dalla scuola Le insegnanti: «Si fanno domande sul futuro: li abbiamo lasciati esprimere»
di Gabriele Tassi «Raccontateci la follia della guerra e diventeremo donne e uomini di pace». Gli adulti del domani hanno le idee chiare e menti che vogliono sapere: le bombe, gli spari, e le vittime del conflitto in Ucraina fanno paura anche ai bimbi delle elementari Marconi. Lo hanno scritto a caratteri cubitali fuori dai cancelli della loro scuola. Nel disegni? Ci sono solo ’fratelli’: russi, ucraini, italiani: tutti si stringono in un unico abbraccio. E’ nel mondo dei più piccoli dove il colore della pelle non importa e anche se sai farti capire solo a gesti. Da piccoli si disegna nel nome della pace, grazie a un progetto sviluppato dalle maestre Vittoria Curreli e Maila Focante.«Non abbiamo fatto altro che rispondere alle domande dei bambini – spiegano –. In tanti si sono detti preoccupati per quanto sta accadendo in Ucraina, nonostante sia a migliaia di chilometri da noi». Una scuola multietnica le Marconi: tanti figli di italiani, tanti altri provenienti dal nord Africa oppure dall’Europa dell’Est. «Qualcuno dei nostri scolari ci ha persino chiesto se arriverà in classe un bimbo o una bimba ucraina – aggiungono le insegnanti –. Abbiamo risposto loro che ora non lo sappiamo, ma saranno sicuramente ben accetti». La scuola in questi anni ha ospitato pure figli di rifugiati afghani, «qualcuno con un immenso carico di dolore. Per questo – proseguono le insegnanti –, abbiamo pensato di esporre i disegni dei nostri ragazzi, in modo da dire ai genitori, a tutti coloro che passano di qui, che gli alunni delle Marconi vogliono la pace, a tutti i costi». E la griglia di metallo del cancello diventa uno spettacolo. All’ingresso c’è una grande bandiera della pace, formata da centinaia di fiori (uno per ogni studente). Più in là, come descritto prima, disegni, biglietti e istantanee a pennarello o matita che raffigurano abbracci, girotondi, insomma momenti di armonia. Tutto è rigorosamente coperto con la plastica, per difendere dalle intemperie i piccoli capolavori creati dai ragazzi. Le terze A e B, per esempio, hanno creato un grande striscione con l’arcobaleno, i fiori e le mani che si uniscono. Ci sono le nuvole create col cotone, mentre i colori sono un tappetto di piccole palline di carta incollate l’una vicina all’altra. «Con i bambini non si può solo parlare – spiegano le maestre –, hanno bisogno di fare, arrivare al concreto, per tirare fuori paure e desideri, e a noi, come educatori, spetta il compito di aiutarli a capire che portata ha una crisi mondiale, lontana nei chilometri, ma vicina nelle conseguenze».
 
 
 
 

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